Quando la catena chiude

In altre fasi della mia avventura politica avrei quasi gioito perché una “multinazionale che mercifica la cultura” chiudeva i suoi punti vendita. Invece oggi la cosa mi preoccupa sia sul piano occupazionale, che su quello dello stato di salute dell’economia di Balduina.

Si racconta da anni che i piccoli commercianti di quartiere o sanno competere con la grande distribuzione crescendo o conquistandosi una nicchia, oppure l’unica via è la chiusura. Quando però sono le grandi catene commerciali che chiudono il problema è più generale e riguarda tutto il settore del commercio. Soprattutto se stiamo parlando di Blockbuster, una multinazionale che dal nome in poi punta tutto sul consumo di massa.

Tra gli 8 punti vendita che presto tireranno giù le serrande c’è anche quello di viale Medaglie d’oro, uno dei primi a Roma ed uno dei più forti in termini di consumi. Siamo davanti alla chiusura del più grande soggetto della distribuzione di homevideo a Roma non solo di uno store più o meno periferico.

Queste le tappe: la proprietà olandese il 13 marzo informa i lavoratori delle intenzioni di liquidare gli 8 stores capitolini e parte la procedura di messa in mobilità delle centinaia di dipendenti (10 solo a Balduina). Entro 45 giorni da quella data va trovato un accordo su come attuare la chiusura. I primi due incontri tra Confcommercio e Filcams CGIL ci sono già stati, a breve un terzo al quale andrò per capire la situazione e quali sono le motivazioni di questa chiusura. Vi terrò informati degli sviluppi.

1 Commento finora

  1. stefanominguzzi on 28 Marzo 2008

    news sullo stato finanziario prossimo al collasso di Blockbuster, sarebbe una crisi internazionale non un problema “romano”:
    http://www.tomshw.it/news.php?newsid=11947

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