Dopo le primarie

Sono stati giorni convulsi, faticosi, ma anche pieni di soddisfazioni. Ora siamo un bel pezzo avanti: il PD esiste un po’ di più e si inizia a fare politica sul serio. E poi sabato c’è “il quarto appuntamento delle masse”: la manifestazione della sinistra radicale di sabato 20. Sabato e domenica scorse sono passate rapidamente nell’organizzazione delle primarie a Balduina: 3 seggi, decine di volontari da coordinare, schede da scrutinare, impacchettare e consegnare in Federazione. Un lavoro che fino alle 3 di notte (tra domenica e lunedì) mi ha occupato. Una bella esperienza giustificata dalle quasi 3.400 persone che sono venute a votare nelle tre sedi. Molte facce conosciute, ma anche molti volti nuovi. Una bella speranza per il futuro di questo quartiere.

Sul sito del partito democratico di Balduina ci sono i risultati man mano che diventano più o meno ufficiali. Per il resto non posso che fare qualche riflessione “macro” sul prossimo futuro politico.

Il periodo che prendo in considerazione parte con il referendum sindacale sull’accordo del welfare: 5 milioni di partecipanti tra lavoratori, pensionati e disoccupati e l’82% dei consensi (molti dei quali anche sofferti). Un successo strepitoso ben al di là dei confini dell’adesione alla triplice (intorno al 30% del mondo del lavoro). Una sonora bocciatura della linea della sinistra radicale che rimane minoritaria nel paese. D’altronde anche una conferma che la sinistra radicale è forte in alcune “nicchie” importanti come Mirafiori e le grandi imprese metalmeccaniche.

Il secondo momento è la manifestazione di Alleanza Nazionale contro il governo Prodi. Fini fa le cose in grande stile e cerca di riaccreditarsi come l’uomo forte della destra italiana. Le parole d’ordine sono sempre le stesse: sicurezza, ordine, etc. Le bandiere con croci celtiche al seguito sono riammesse in pompa magna al corteo e le teste rasate occupano la testa della manifestazione. Risultato? 300 mila persone, Fini che recupera su Berlusconi e riconferma le voci di una possibile candidatura come Sindaco di Roma.

Terzo momento, le primarie del Partito Democratico: 3 milioni e mezzo di votanti, 75% di consensi per Veltroni, silenzio dalle cassandre dell’antipolitica, qualche schiamazzo dalla stampa di destra (ma nemmeno troppo), l’avventura del PD “cabra” e riprende quota. L’accelerazione impatta subito sul governo Prodi che rischia di finire nella morsa della sinistra radicale e dell’ala riformista ringalluzzita da questo successo clamoroso.

Quarto momento: sabato 20 ottobre, manifestazione di Rifondazione e Comunisti italiani insieme ai fantomatici “movimenti”. Un evento che nelle intenzioni doveva riassestare la linea politica del governo più a sinistra e celebrare la nascita della “cosa rossa”. Come ho già scritto quest’ultimo punto è totalmente naufragato dopo i forfait imbarazzati di Verdi e Sinistra Democratica (SD), lo stop categorico di Angius che esce da SD e confluisce dall’altra parte della coalizione nella Costituente Socialista.

Cosa aspettarsi da sabato? Se la sinistra radicale saprà portare in piazza più di 300 mila persone dimostrerà che, anche se sconfitta nel mondo del lavoro, controlla lo scontento popolare. Un numero minore sarebbe un clamoroso autogol che consegnerebbe a Fini ed alla destra la protesta antigovernativa. D’altronde anche un eventuale successo sarebbe difficilmente gestibile con un’ala riformista non più allo sbando ed in riorganizzazione a tappe forzate.

Non possiamo nemmeno escludere che sabato si celebri la morte del progetto Cosa Rossa e che si aprano nuovi scenari. Se i due partiti comunisti (PRC e PdCI) continueranno in quest’abbraccio lo spazio di manovra per un’altra sinistra (verde o peggio socialista) si riduce inevitabilmente. E’ interesse del PD avere uno, massimo due alleati affidabili con i quali andare a governare sul serio senza estenuanti trattative in corso d’opera. Questi alleati, invece di essere un solo partito comunista al 6%, potrebbero essere un partito socialista ed uno verde entrambi al 3%.

Questa ipotesi, ad oggi fantascientifica, potrebbe concretizzarsi se PRC e PdCI  decidessero di continuare ad inseguire la propria base all’interno delle nicchie, asserragliandovisi invece di aprirsi al resto della società italiana.

4 Commenti fino ad ora

  1. stefanominguzzi on 21 Ottobre 2007

    1 milione di persone in piazza san giovanni sono tante, ma come avevo scritto qualsiasi cifra sopra le 300 mila persone sarebbe stato un successo.

    La notizia buona è che il malcontento con Primarie e Sinistra day è ancora in contatto con la Sinistra sia quella del PD che quella della Cosa Rossa (ma un nome no?). Difficile a questo punto pensare l’una scissa dall’altro, ma è anche difficile capire cosa sarà questa Cosa Rossa: Verdi e Sinistra Democratica sono rimasti fuori dalla manifestazione e ora? Se si va in piazza si rappresenta il malcontento, ma al governo?

    La notizia cattiva è che dalla piazza di sabato viene una richiesta chiara con molte soluzioni possibili tutte da chiarire. Superare la precarietà (e la povertà) con assunzioni di massa da parte dello Stato, detto tra noi, non è una soluzione percorribile nè auspicabile.

    C’è da lavorare.

  2. stefanominguzzi on 22 Ottobre 2007

    Non condivido il tono di gaio sadismo di questo articolo, ma i fatti invece si.

    http://www.ilriformista.it/news/rif_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=3002

  3. stefanominguzzi on 22 Ottobre 2007

    altro articolo interessante, più sul versante PD
    http://www.aprileonline.info/4634/il-pd-ce-la-sinistra-forse

  4. stefanominguzzi on 23 Ottobre 2007

    segnalo un altro articolo, una lucida analisi di Titti Di Salvo su Aprileonline:
    http://www.aprileonline.info/4675/sinistra-il-giorno-dopo

Leave a reply